L’intelligenza artificiale potrebbe venire impiegata per analizzare dati storici e individuare modelli che possano segnalare un potenziale sviluppo di comportamenti problematici. Questi strumenti – riporta il report dell’Eurispes – permettono interventi mirati e personalizzati, riducendo il rischio che le abitudini di gioco si evolvano in dipendenza. L'intelligenza artificiale potrebbe venire impiegata per analizzare dati storici e individuare modelli che possano segnalare un potenziale sviluppo di comportamenti problematici. Questi strumenti permettono interventi mirati e personalizzati, riducendo il rischio che le abitudini di gioco si evolvano in dipendenza.

 

Va tenuto presente che questi stessi strumenti possono essere usati tanto per rilevare e prevenire comportamenti patologici quanto per incentivare sempre più una persona a giocare. I sistemi di monitoraggio e l’IA potrebbero essere usati per individuare le persone più propense a giocare e le notifiche personalizzate potrebbero essere usate ‒ come d’altronde già accade ‒ per inviare pubblicità mirate e offerte basate sulle abitudini dei giocatori al fine da proporre loro possibilità di gioco nuove o particolarmente accattivanti.

 

Sul fronte preventivo, diversi operatori stanno adottando sistemi di Gioco Responsabile (GR) basati su intelligenza artificiale che monitorano il comportamento degli utenti per rilevare segnali precoci di rischio. Questi sistemi analizzano variazioni nelle abitudini di puntata, come l’aumento improvviso della spesa, la frequenza delle giocate o la velocità dei depositi, e generano profili di rischio in tempo reale.

 

Tuttavia, c’è anche il rovescio della medaglia. Gli stessi dati utilizzati per proteggere i giocatori sono spesso impiegati per massimizzare i profitti tramite la personalizzazione, creando un potenziale conflitto di interessi. Se non governati con trasparenza, i modelli predittivi rischiano di aumentare i comportamenti compulsivi invece di limitarli. Si potrebbe imporre agli operatori il divieto di utilizzare tecnologie di raccolta dati o l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale al fine di aumentare ulteriormente la fidelizzazione e il coinvolgimento dei giocatori.

 

In fondo – riporta il report – proporre a un giocatore pubblicità con quote più in linea alla sua tendenza di scommesse, equivale, sostanzialmente, a uno spacciatore, che attraverso l’analisi dei consumi e delle attività di un proprio cliente, sia in grado di offrire ogni volta la sostanza che meglio rispecchia le sue preferenze del momento. Qualora non fosse possibile vietare l’uso di questi sistemi, si potrebbe imporre agli operatori di utilizzare gli stessi strumenti tecnologici per tracciare i comportamenti di un dato giocatore al fine di individuare meglio e più facilmente comportamenti compulsivi o patologici.

 

In questo modo si potrebbero inviare al giocatore in questione pubblicità che lo informino sull’esistenza di strutture che si occupano di contrasto alle dipendenze patologiche invece di altre quote o bonus che potrebbe riscuotere qualora arrivasse a scommettere una certa somma in un determinato lasso temporale. 

 

(Agimeg/sb)

 

20 agosto 2025