L’esigenza di completare il riordino del gioco fisico e di superare le frammentazioni normative territoriali rimane uno dei temi centrali per il futuro del comparto. Il blocco delle nuove gare concessionarie, causato dall’incertezza distributiva e dai limiti locali su orari e distanziometri, continua a imporre il ricorso a proroghe tecniche per garantire la continuità operativa del settore ed evitare il proliferare dell’illegalità.

 

Nel suo intervento durante il forum ACADI 2026 “Impatto sociale delle regole”, dedicato alla presentazione del nuovo Bilancio di Sostenibilità di Comparto, il direttore della direzione Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Mario Lollobrigida ha fatto il punto sullo stato del testo di riordino e sulle prospettive tecniche per la modernizzazione degli apparecchi da gioco.

 

«Si è parlato di riordino fatto male, e che sia meglio una proroga rispetto a un riordino fatto male. A mio parere, il lavoro sul riordino del gioco fisico è stato fatto molto bene; l’abbiamo realizzato insieme agli uffici del Ministero e alla Ragioneria Generale dello Stato per gli aspetti di competenza, quindi era un testo equilibrato che avrebbe potuto risolvere molte criticità. Purtroppo la delega è scaduta, ed è evidente che in questo momento sia difficile riproporre un nuovo provvedimento di delega o trasfondere direttamente il testo che avevamo scritto e presentato a Palazzo Chigi in un altro provvedimento.

 

Mi auguro che uno dei primi passi della nuova legislatura sia riprendere in mano quel lavoro: un testo misurato che affrontava direttamente le questioni territoriali e l’impatto del gioco. L’effetto “macchia di leopardo” sul territorio non consente in alcun modo di effettuare le nuove gare. Non lo diciamo solo noi, ma lo ha confermato il Consiglio di Stato: i potenziali concessionari non sanno dove poter allocare le nuove concessioni e non possono partecipare a una gara senza certezze. Per questo le proroghe si rendono necessarie: i tempi tecnici per la redazione dei bandi e l’espletamento delle procedure richiedono circa un anno.

 

Per quanto riguarda il settore degli apparecchi, registriamo un calo negli ultimi anni confermato anche dai dati al 30 giugno. Le ragioni sono diverse: la prima è l’azione degli enti locali, come la campagna a Roma per il controllo degli orari di accensione. Questo comporta una forte compressione del settore fisico, senza però ridurre il gioco complessivo: si assiste infatti a uno spostamento verso il gioco online, che offre prodotti analoghi ma con una tassazione più bassa e senza vincoli orari o territoriali.

 

Un altro problema grave è l’aumento dell’illegalità. Dai controlli svolti insieme alla Guardia di Finanza e alle altre forze dell’ordine, emerge che la componente illegale sugli apparecchi sta aumentando: troviamo sempre più spesso apparecchi manomessi o con doppia scheda, che sottraggono risorse sia ai concessionari sia all’erario. Gli apparecchi attuali sono vecchi e andrebbero rinnovati introducendo le “AWP evolute”, in grado di garantire maggiore sicurezza sia per il fisco sia per la tutela del giocatore.

 

Infine, come proposta tecnica sostenibile, stiamo valutando un intervento sulla percentuale di restituzione in vincita (payout) delle macchine. Secondo i nostri studi, un aggiornamento delle caratteristiche tecniche e del payout non comporterebbe una diminuzione delle entrate erariali neanche nel breve-medio periodo, risultando sostenibile per la Ragioneria e utile per la tutela del settore e dei giocatori.»

 

 

PressGiochi